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NARRATORI DI PIANURA E DA BAR

Il film-documentario in due parti NARRATORI DI PIANURA E DA BAR, è il racconto di un luogo, la pianura emiliano-romagnola, di un paesaggio geografico e interiore; è il racconto che, di questo stesso luogo, fanno alcuni  scrittori che, pur mantenendo caratteristiche differenti, si riconoscono in una matrice comune.
Gli scrittori Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Eraldo Baldini, Paolo Nori, Simona Vinci e Cristiano Cavina, partendo dalle suggestioni del grande scrittore Italo Calvino intorno al paesaggio, descrivono i luoghi e lo spazio intorno alla “via emilia”.
I sei scrittori raccontano luoghi e microcosmi reali e fantastici, paesaggi che di volta in volta appaiono e scompaiono, vengono interpretati, “tradotti” e raccontati in forma diversa.
Le perlustrazioni lungo i luoghi della pianura si trasformano in racconti onirici, drammatici, “stralunati”, ironici, gotici e noir.
Le parole e la lingua dei “narratori di pianura e da bar” fanno parte di una lingua strana, a volte reale, a volte fantastica, fatta di un linguaggio raccolto dalla realtà ma spesso frutto dell’invenzione degli scrittori.
Lo sguardo dei narratori ogni volta inventa e reinventa il paesaggio rendendolo unico, noto o sconosciuto, rassicurante o inquietante.   
Le esplorazioni reali e interiori lungo la via-emilia dei sei narratori è un modo per ri-conoscere il paesaggio in cui viviamo ma anche un modo sorprendente per meravigliarsi e ri-conoscersi. 

Prima Parte

La prima parte del film-documentario NARRATORI DI PIANURA E DA BAR inizia con lo scrittore Gianni Celati, scrittore “stralunato e visionario” amato da Italo Calvino. Le “perlustrazioni” e le riflessioni di Celati intorno alla pianura e alla “via emilia” ci raccontano un paesaggio di luoghi, di esseri umani e di storie, “storie ordinarie, storie di paesaggi percorsi fisicamente e mentalmente, storie di silenzi residenziali della campagna o della periferia di una città dove la gente si chiude in casa e aspetta che il tempo passi, che venga l’ora del pranzo, della cena, o l’ora di guardare la televisione”.
Il viaggio nelle peregrinazioni di Celati è una forma di conoscenza e la pianura e “le strade non conducono più soltanto a luoghi, sono esse stesse dei luoghi, forse l’unico luogo possibile poichè non portano da nessuna parte.”
La strada è anche la protagonista del racconto degli altri due scrittori Paolo Nori e Simona Vinci. Nel microcosmo geografico e interiore di Nori la strada, la via-emilia è una città il cui centro è Bologna con le periferie di Modena, Reggio Emilia, Parma. Le sue peregrinazioni lungo la via emilia diventano le occasioni per riflessioni surreali e nonsense (anche attraverso il suo alter ego Leandro Ferrari) sul paesaggio geografico e umano della pianura.
La strada infine è la protagonista del racconto di Simona Vinci: la SP3 che, come ogni strada taglia, divide e ferisce - come elemento estraneo - il paesaggio. La strada è il luogo della fuga di una donna, è lo spazio drammaturgico e drammatico di un essere umano lacerato, di una storia dei giorni nostri che nel paesaggio della pianura vive in una sorta di simbiosi tutta la disperazione di una vita.
La strada e la pianura diventano così, attraverso i tre scrittori, luogo della visionarietà, del surreale, del dramma del quotidiano.   

Seconda parte

Nella seconda parte del film-documentario NARRATORI DI PIANURA E DA BAR, il racconto è affidato a Ermanno Cavazzoni, Cristiano Cavina e Eraldo Baldini.
Ermanno Cavazzoni è un’altro viaggiatore di pianura, un visionario che viaggia e si perde nelle sue esplorazioni nella pianura. Dal suo viaggio nella pianura e dal suo “smarrimento” e “spaesamento”, nasce qualche anno fa “Il poema dei lunatici”, libro da cui Federico Fellini trasse il suo ultimo film “La voce della luna”. I luoghi e l’umanità raccontati dallo “stralunato” Cavazzoni portano il pensiero ai grandi Ariosto e Cervantes. La lingua di Cavazzoni è quella di un viaggiatore moderno che si nutre delle antiche suggestioni delle parole e che in esse cerca la chiave, lui “moderno monaco smarrito”, per ritrovare la sua strada.
Cristiano Cavina è un “narratore da bar”, uno scrittore che, dalle storie degli affabulatori da bar di paese, trae la materia dei suoi romanzi.
Il suo paese, “Il paese di Tolintesac”, di felliniana memoria, è il luogo in cui accadono tutte le storie raccontate da Cavina, è il microcosmo in cui figure felliniane si muovono legate da “fili indissolubili”; ogni storia vive perchè legata a quella degli altri.
Infine il racconto dell’ultimo narratore, Eraldo Baldini. La pianura per Baldini è un paesaggio oscuro, noir, un luogo spesso legato indissolubilmente alla civiltà contadina. Riecheggiano in Baldini le storie orali della tradizione contadina emiliano-romagnola in cui la campagna era luogo di figure e credenze popolari, e in cui la natura madre e matrigna, si vendicava quando era violata.
Il “gotico rurale” raccontato da Baldini è un altro modo di guardare lo spazio in cui viviamo, reale e noto, ma anche abitato da mistero, fantasmi e inquietudine.   

 

REGIA:
FRANCESCO CONVERSANO, NENE GRIGNAFFINI
PRODUZIONE:

RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
LA STORIA SIAMO NOI - RAI EDUCATIONAL

DESTINAZIONE:

RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
LA STORIA SIAMO NOI - RAI EDUCATIONAL

FORMATO:
DVCAM HD
DURATA:
49', 50' ( N. 2 PARTI)
ANNO:
2010