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Uno scrittore, una città
MOSCA NON HA CUORE.
IL MONDO DI VLADIMIR SOROKIN.

 

Vladimir Sorokin, è oggi considerato uno dei più interessanti scrittori russi della letteratura sperimentale d’avanguardia.Proveniente da una famiglia dell’"intelligentsija tecnica" moscovita, Sorokin si è formato negli ambienti del concettualismo (Prigov, Rubinstein), con un background proveniente da altre arti quali la musica, la pittura, il surrealismo, la pop-art e il cinema. Contemporaneamente all’attività di scrittore (tra le sue opere – non ancora pubblicate in Italia ad eccezione di La Coda – si ricordano Norma, Il Trentesimo Amore di Marina, Un Mese a Dachau, Lardo Azzurro, Il Banchetto), svolge anche quella di sceneggiatore per il cinema e il teatro.


Definito dalla critica il "Tarantino della letteratura postsovietica", "lo scrittore russo più anticonformista e d’avanguardia di fine millennio", Sorokin rientra insieme a Yiktor Pelevin (Generazione p., Omon Ra), tra gli scrittori più significativi della generazione postmodernista. Il suo penultimo libro "lardo azzurro" - in Russia già alla terza edizione e tradotto in altre lingue - è stato definito dalla critica il caso letterario dell’anno. Con Vladimir Sorokin si ripercorrono e si rileggono alcuni dei suoi topoi narrativi, i temi e le ossessioni ricorrenti nei suoi romanzi e nei i suoi racconti, in cui lo scrittore si scaglia contro i miti dell’ex impero sovietico, in particolar modo contro Stalin e la nomenklatura, rifotografando – con un linguaggio brutale, violento, diretto, pulp, con atmosfere e citazioni a volte di sapore kafkiano - la storia del suo paese, soprattutto quella della seconda parte del XX secolo.

Parallelamente alla "storia" letteraria di Sorokin, il film racconta la storia personale e privata dello scrittore, narrata alla luce della rivisitazione dei "suoi luoghi" nella "sua città": Mosca.

Ne nasce un ritratto dello scrittore e di Mosca profondamente attuale, una fotografia realistica, dura, contraddittoria, impietosa, a tratti surreale, di una città che guarda al suo passato imponente, ingombrante e contemporaneamente all’occidente e al capitalismo; un ritratto del popolo russo "incapace di vivere nel presente, ma solo nel passato o nel futuro, in attesa come tra due fermate di un lungo viaggio, in una città simile ad una grande stazione."

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA DI MANTOVA - 2000

 

REGIA:
FRANCESCO CONVERSANO, NENE GRIGNAFFINI
PRODUZIONE:
RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA - RETE TRE
REALIZZAZIONE:
MOVIE MOVIE
DESTINAZIONE:
RAI TRE 
FORMATO:
VIDEO BETACAM SP
DURATA:
50'
ANNO:
2000