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SPOSE DI GUERRA

storie d'amore della seconda guerra mondiale

 

 

Durante la seconda guerra mondiale molti soldati americani ritornarono in patria con mogli e compagne straniere e con i figli nati dalle loro relazioni, dando vita ad una sorta di immigrazione sentimentale che portò negli Stati Uniti tra il 1946 e il 1950 oltre centomila spose di guerra. I matrimoni nati dall’incontro tra le ragazze italiane e i soldati americani impegnati nella campagna del 1943-1945 furono oltre diecimila. Il fenomeno delle spose di guerra fu numericamente importante per gli Stati Uniti tanto che, a conflitto terminato, il governo americano dovette riconoscere attraverso una legge speciale, il War Brides Act alle oltre centomila spose di guerra, il diritto di raggiungere l’America per il ricongiungimento con i soldati americani.

Il documentario ripercorre le storie di alcune spose di guerra in Italia dal 1943 al 1945. Tra queste quella di Marisa e Gino Piccirilli che si conobbero a Livorno, bambini (lei aveva 14 anni e lui 18). Si sposarono e poi andarono a vivere nei pressi di Detroit, dove vivono insieme da 60 anni.
La storia di Linda Maiello Prospero. I suoi genitori si conobbero perché la madre, deportata in un campo di lavoro in Cecoslovacchia, quando alla fine della guerra il campo fu liberato, lei cominciò a camminare verso l’Italia. Arrivata in Austria conobbe questo soldato italo-americano che si innamorò di lei e che la portò a vivere in Pennsylvania.
Irma Armstrong Kehler, i cui genitori si conobbero il giorno in cui gli americani entrarono a Roma (come nella sequenza iniziale dell’episodio romano di Paisà). Il padre di lei osteggiava questa unione (“le ragazze per bene non frequentano gli americani”), ma lei scappò di casa per raggiungere Edmond a Trieste.
Silvana Galli, che all’età di 17 anni ebbe il coraggio di sfidare ogni convenzione, frequentare un soldato di colore e mettere al mondo un figlio, Giorgio, uno dei cosiddetti “mulattini”, cioè i bambini di colore nati dai rapporti tra donne italiane e soldati afro-americani. Ancora oggi Giorgio vive con la madre Silvana. 
E infine la storia di Marcella Olschki, raccontata dal nipote Daniele che, arrivata a New York per riabbracciare il marito americano sposato in Italia, dopo una frequentazione di pochi mesi lo lascia e sceglie di restare sola a   New York per due anni. Tornerà in Italia con la stessa nave “il Vulcania” con cui era partita.

 

SOGGETTO, SCENEGGIATURA, REGIA:
FRANCESCO CONVERSANO, NENE GRIGNAFFINI
TESTO:
SILVIA CASSAMAGNAGHI
PRODUZIONE:

RAI CULTURA una realizzazione MOVIE MOVIE

DESTINAZIONE:

RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

FORMATO:
XD CAM HD 16:9
DURATA:
55'
ANNO:
2016